La corsa verso la rivoluzione elettrica: il progetto e-mobility firmato Vaielettrico.it

Ritratto di Valentina Martini
Pubblicato da: Valentina Martini
il 07/06/2018
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Come si stanno muovendo l’Italia e, più in generale, l’Europa nella rivoluzione elettrica? Quali i punti ancora da migliorare per poter accelerare il passaggio dalla mobilità tradizionale al trasporto sostenibile? Ne parliamo con Mauro Tedeschini, per dieci anni Direttore di Quattroruote e fondatore di Vaielettrico.it, un portale sulla e-mobility che sta conducendo una vera e propria battaglia contro le fake news che gravitano attorno a questo tema.

1. Dott. Tedeschini, come è nata l’idea di fondare Vaielettrico.it, e quali sono i valori che volete trasmettere?

Dopo tanti anni trascorsi all’interno di grandi giornali o di importanti aziende, i tre fondatori di Vaielettrico.it (Massimo Degli Esposti, Andrea Prandi e il sottoscritto) sentivano il bisogno di affrontare una nuova sfida, di una boccata di aria fresca. Il tema della mobilità a emissioni zero e della fine dell’era del petrolio interessavano e incuriosivano tutti, senza che ci fossimo parlati. L’idea è nata quasi per caso, dopo qualche chiacchierata informale, ripromettendoci di far sì che la nostra diversità di esperienze, e a volte anche di vedute, fosse una ricchezza e non un limite.

Quanto ai valori che vogliamo trasmettere, ci piacerebbe anzitutto far capire all’opinione pubblica italiana, sempre piuttosto timorosa davanti alle novità, che questa è una sfida entusiasmante, a cui l’Italia non può sottrarsi. In questo contrastando anche le tante fake news messe in giro ad arte da chi ha interesse a mantenere lo status quo.

2. Come sta accogliendo l’Italia la rivoluzione della mobilità elettrica, dal punto di vista delle infrastrutture?

Purtroppo l’Italia è il fanalino di coda in Europa, sia per numero di auto elettriche vendute, sia per infrastrutture di ricarica. Ma spesso il nostro Paese si muove in ritardo, per poi recuperare. E’ stato così anche per i telefoni cellulari, contiamo che ciò avvenga anche per la mobilità elettrica. Ma non prima del 2020, che dovrebbe essere l’anno della svolta.

3. E dal punto di vista culturale, invece? Si sta dimostrando un Paese aperto e pronto ai cambiamenti, o è ancora legato alla mobilità tradizionale?

Purtroppo c’è una grande resistenza all’innovazione, anche se ancora una volta ci sono aree del Paese che sono più pronte a cogliere le nuove opportunità. Il Trentino e l’Alto Adige, per esempio, sono già molto avanti sulla strada della mobilità elettrica.

4. Parliamo della rivoluzione digitale, un altro argomento cardine della nostra epoca. In che modo può la tecnologia aiutare la diffusione della mobilità elettrica?

Il digitale è fondamentale per aiutare la diffusione dell’elettrico. Intanto perché il funzionamento dell’auto elettrica ha ben poco di meccanico ed è governato quasi interamente dall’elettronica, fino ad arrivare molto presto alla guida autonoma. E poi perché cambia anche il modo di fruire dell’auto o dello scooter elettrico: sempre meno acquisto, sempre più condivisione attraverso forme come il car sharing o il ride hailing, che si prenotano e pagano attraverso una semplice app sul telefonino.

5. Chi sono i vostri lettori?

Vaielettrico.it, più che un giornale, vuole essere una community. I nostri follower sono soprattutto persone sensibili ai temi dell’ambiente, ma anche persone incuriosite dal nuovo o che devono decidere se comprare un veicolo elettrico. Cerchiamo di dare buoni consigli, ma siamo anche  molto aperti ai contributi di chi sente parte di questa community. Sono in molti a inviarci video e informazioni. Il nostro obiettivo è che questa community cresca, così come crescerà un tipo di mobilità che, a differenza di quello che molti pensano, è piacevole e divertente.

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